Navigare a vela in Sardegna - di Nini Sanna

 

La filosofia della navigazione a vela esclude la fretta. Se si corre si vede poco e male e in Sardegna c'è tanto da vedere. Le sue coste offrono scenari che variano in continuazione come le immagini di un caleidoscopio. Il mare gareggia con la terra per stupire il navigante con le mille sfumature di blu, verde, azzurro e trasparenza opalescente. E il sole basso al tramonto lo tinge di rosso e viola sotto le rocce frastagliate di trachite. Quando scende la notte se siete in navigazione o all'ancora in una baia tranquilla la brezza di terra vi accarezza inebriandovi dei profumi della macchia mediterranea.           

Le isole sono esposte a tutti i venti originati dalle differenze di pressione che si producono anche a considerevole distanza e se hanno un entroterra di notevole estensione, beneficiano anche di robuste brezze termiche. La Sardegna pur non discostandosi dalle caratteristiche generali subisce la prevalenza del maestrale, il vento fresco che soffia da Nord Ovest mitigando la calura estiva. Questa situazione meteorologica riduce al minimo la possibilità di bonacce e ne limita la durata rendendo la navigazione a vela particolarmente piacevole.

Non bisogna però mai dimenticare che intorno alle isole il tempo può cambiare rapidamente, quindi prima di lasciare l'ormeggio è bene informarsi sulle previsioni meteo, specialmente se si intende intraprendere una navigazione abbastanza lunga, o se si vuole passare la notte all'ancora.

Le fonti di informazioni sono numerose. Non è il caso di elencarle, ogni skipper ne è a conoscenza e ha le sue preferenze. Le previsioni meteo diffuse dai vari istituti meteorologici indicano i valori medi di direzione e intensità del vento e lo stato del mare previsti a breve e a medio termine per il mare aperto. Su internet è possibile avere in formazioni dettagliate anche per le zone costiere. In ogni caso è bene ricordare che la velocità del vento nelle raffiche aumenta considerevolmente. Navigando sotto costa la variabilità è accentuata dalla situazione orografica. Per esempio facendo rotta tra due promontori che delimitano un golfo, il vento proveniente da terra rinforza e si apre a raggiera, si orienta prima di prua, poi al traverso e infine al lasco, diminuisce o addirittura si abbonaccia appena superata la zona appena attraversata.  

La zona più conosciuta e frequentata dell'isola è il tratto di mare che la separa dalla Corsica, noto come le Bocche di Bonifacio. Qui la costa Smeralda con i suoi marina ben attrezzati si affaccia sull'Arcipelago della Maddalena, parco naturale e zona protetta. Facendo base alla Maddalena o in un porto qualsiasi tra Santa Teresa a Ovest e Porto Cervo a Est, in poche ore di navigazione si possono visitare le isole disabitate dell'Arcipelago scoprendo acque cristalline contornate da spiagge bianchissime. Da alcuni anni per accedere alla navigazione nel Parco è necessario munirsi di autorizzazione presso gli uffici dell'Ente dislocati alla Maddalena, Palau e Arzachena. Negli stessi uffici si potrà richiedere l'uso dei gavitelli disposti in alcune delle rade più belle.  

Navigando a vela tra la costa Smeralda e tra le isole dell'Arcipelago specialmente da metà luglio a fine agosto si potrà essere disturbati dal traffico di umerosi yacht a motore, ma il disturbo è largamente compensato dalla bellezza abbagliante della natura. 

Il maestrale che, nelle Bocche tende a disporsi a ovest o a ovest nord ovest rinforzando di due gradi della scala Beaufort rispetto al vento che soffia al largo. D'estate raramente supera forza 4/5 ma quando si forma una depressione nel golfo del Leone può raggiungere forza 7/8 creando mare grosso sulle coste esposte. Questa situazione si riscontra normalmente intorno alla fine di agosto per poi normalizzarsi nel mese successivo che regala giornate tiepide con vento medio leggero.

Rimanendo sulla costa Nord e procedendo verso Ovest si può sostare negli accoglienti porticcioli di Isola Rossa, incastonata tra stupende scogliere, Castel Sardo ricco di vestigia Aragonesi e Genovesi ed infine Porto Torres sorto sulle rovine dell'antico porto romano. Ancora poche miglia e si può godere dell'ospitalità di Stintino, vecchio borgo di pescatori ora rinomata meta turistica e poco più Nord, superando l'isola Piana si entra nel parco naturale dell'Asinara. Qui si ormeggia ai gavitelli dei quattro campi boe disposti in insenature ben ridossate dal maestrale. Oltre ad una nuotata in acque limpidissime è d'obbligo una visita a terra dove la natura non ha ancora subito l'assalto del turismo. Tra l'altro si potranno ammirare cavalli allo stato brado, famiglie di cinghiali, la gabbianella corsa e gli asinelli bianchi. Sull'isola esistono ancora gli edifici del penitenziario ora in disuso. Si ricorda che un ergastolano ricevuta la grazia in tarda età non volesse abbandonare l'Asinara se non accompagnato da uno dei somarelli, suo unico amico nella lunga detenzione. 

Continuando la crociera verso Sud, bisogna immettersi nel passaggio dei Fornelli. Esperienza indimenticabile, sembrerà di galleggiare su nuvole azzurrine che ricoprono il fondale di sabbia bianchissima. Il passaggio è praticabile solo di giorno e con tempo buono.

La costa poi si presenta alta e scoscesa fino a Capo Caccia , il promontorio incombente che ripara Alghero dai venti forti di Nord Ovest. Le violenti mareggiate che colpiscono le rocce del capo hanno scavato le famose Grotte di Nettuno che si estendono per circa quattro chilometri formando laghi interni, stalagmiti e stalattiti spettacolari, in particolare quelle della sala dell'organo. Fino a pochi anni fa le grotte ospitavano gli ultimi esemplari della foca monaca.

La cittadina che risente della sua origine catalana si affaccia con imponenti bastioni su un ampio porto, l'ultimo attrezzato se non si considera Bosa, grazioso ma precario approdo , prima di giungere nel golfo di Oristano dove si potrà ormeggiare a Torre Grande o al campo boe nei pressi delle rovine di Tharros. Le rovine abbastanza ben conservate sono i resti di una città fenicia ricostruita su un insediamento proto-sardo risalente all'era del bronzo Meritano sicuramente una visita .come pure il basso isolotto di di Mal di Ventre dove sembra di ancorare in mare aperto. Il suo nome non ha nulla a che fare con disturbi intestinali ma è il frutto dell' erronea traduzione dal sardo riportata sulle prime carte nautiche Italiane ,delle parole Malu Entu e cioè Vento cattivo.

Proseguendo si costeggia una serie di bellissime spiagge come Is Arenas, Piscina, Portixeddu, Funtanamara e tante altre. Superato Capo Alano, la costa si presenta alta e scoscesa fino all'isola di San Pietro con il suo grande porto ed il caratteristico borgo di Carloforte . Qui vi stupirà sentire parlare genovese con l'accento sardo. Le coste di questa isola come quelle di S, Antioco offrono numerose insenature poco frequentate che, in condizioni di tempo stabile, permettono rilassanti soste.

Più sicuri sono gli ancoraggi sulla costa costa Sud Ovest tra Capo Teulada e Capo di Pula, salvo nei rari giorni in cui soffia lo scirocco. In questo caso è consigliato il porticciolo di Teulada o l' ottimo e gradevole ancoraggio di Porto Malfatano.

Continuando verso Est ci si immette nel Golfo di Cagliari ,spesso ventoso, non a caso sede di numerose regate veliche. Nel golfo le possibilità di sostare all'ancora sono numerose così pure gli ormeggi nei marina. Da consigliare il porto di Cagliari per una visita al centro storico e dopo tanto mare un bagno di folla nei locali della spiaggia del Poetto, oppure, più tranquillo ,il marina di Villasimius, ultimo approdo sulla costa meridionale.
Doppiato Capo Carbonara , prua a Nord, la costa orientale si presenta con un andamento quasi rettilineo fino al Golfo di Olbia. La navigazione non presenta particolari difficoltà,

Il primo approdo che si incontra è l'ampio e ben ridossato Porto Corallo e 30 miglia più a Nord Arbatax e Santa Maria Navarrese. Procedendo e superato Capo di Monte Santo si entra nel Golfo di Orosei che si estende fino a Capo Comino. In questo tratto le alte rocce rosse che cadono a strapiombo sul mare verdeazzurro si aprono ad intervalli dando spazio a piccole insenature sabbiose raggiungibili solo dal mare. Sono frequenti le grotte sottomarine dove ultimamente sembra che siano ritornati alcuni esemplari di foca monaca. Da non perdere, Cala Goloritze, Cala Sisine e Cala Luna raggiungibili solo via mare. La possibilità di ancoraggio è limitata dallo spazio esiguo e dall'alto fondale che costringe a dar fondo molto vicino alle rocce. Per questa ragione è consigliata la sosta solo con mare calmo e di giorno.

Nel tratto tra Santa Maria Navarrese e Capo Comino l'unico porticciolo é Cala Gonone, sempre molto affollato. Oltre il Capo la costa cambia aspetto, diventa frastagliata e verdeggiante e numerosi moderni marina offrono confortevoli ormeggi. Il primo che si incontra è La Caletta, a seguire: Porto Ottiolu, Puntaldia, Porto Marana, per citarne alcuni. Per chi preferisce pernottare all'ancora non mancano le insenature ridossate con fondali buoni tenitori come Porto Brandinghi e Porto Taverna. Proseguendo verso Nord appare l'imponente isola di Tavolara accessibile solo nella piccola baia Spalmatore. Qui varrebbe la pena scendere a terra per pranzare nell'unico ristorante gestito dai discendenti del “Re di Tavolara “ e da loro farsi raccontare la storia del più piccolo regno del mondo. Se avanza tempo vi parleranno anche delle capre dai denti d'oro.

Olbia è l'ultimo porto prima della costa Costa Smeralda servita dai prestigiosi marina di Porto Cervo, Porto Rotondo, Portisco, Poltu Quatu, ferventi di vita mondana, poi Cannigione e altri minori.

La costa Nord Est della Sardegna, risente del flusso del maestrale in maniera accentuata rispetto alla costa più meridionale ma ,pur con vento forte, è raro il formarsi di mare grosso . In condizioni normali si naviga con un bel vento teso e mare quasi piatto che non impedisce anche soste all'ancora con tutta sicurezza in una delle numerose insenature. Così pure nel lato sottovento dell'arcipelago della Maddalena.Diverso è sulla coste esposte dove l'onda si gonfia rapidamente rendendo la navigazione difficoltosa.

La bellezza dei luoghi e il piacere della navigazione non deve indurre in distrazioni. La presenza di isolotti, scogli e secche necessita di una accurata scelta delle rotte e una attenzione costante. Un pizzico di brivido fa gustare di più la vacanza e ci fa sentire lupi di mare.

La Sardegna, in particolare per i velisti, ha una stagione molto lunga. Da aprile a ottobre i venti soffiano abbastanza regolarmente e i colpi di maestrale che infieriscono d'inverno sono molto rari.

I mesi migliori sono maggio e giugno quando l'isola fiorisce in una esplosione di colori e con i mesi di settembre e ottobre beneficiano di clima tiepido, di scarso affollamento e buon ultimo di tariffe scontate nei marina.  

Buon vento

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2011 Navigare a vela in Sardegna. Veladoc Racing Team
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